Il bello di una sorella e' che e'
li', nel letto accanto. La mia era in
quello di sotto, a dirla tutta, c'avevamo uno di quei letti a
castello, hai
presente? La stanza era uno sputo che non passavi quasi, fra il
letto e il
muro, figurati se ci stavano due letti normali. Io stavo sopra,
chiaro, che
la' sotto mi sembrava di stare gia' nella bara e mi mancava l'aria.
Comunque dai, non fa tanta differenza, era a portata di mano,
capito.
Tipo la mattina che ti alzi duro come il ferro, che ti fa male, hai
presente, se sei uno sfigato figlio unico ti giri e ti fotti il
cuscino, se
invece c'hai una sorella piu' piccola la chiami e ti fai smanazzare
il cazzo
finche' non le vieni fra le ditine. Ecco cosa voglio dire.
Altra cosa bella e' che dopo non devi dormire sulla tua sborra
appiccicosa,
che fa veramente schifo, come cosa. Vuoi mettere? Che poi a essere
stato
piu' furbo gliela facevo leccare, invece di scappare in bagno a
lavarsi.
Adesso ci andrei via di matto per una cosa del genere. Ma ero uno
sbarbatello, mi interessava solo svuotarmi i coglioni, dai, queste
raffinatezze le impari con l'eta', no?
Ora non stare a immaginarti la classica sorella figa e troia dei
video. La
mia faceva schifo al cazzo. Ma si', onesto, che pure se e' mia
sorella non
c'ho mica gli occhi foderati di prosciutto come quel coglione di mio
padre:
e Pedra qui, Pedra la', ogni volta pareva che c'avesse davanti la
principessa sul pisello. Ma comunque se la filava poco anche a lei,
lo
scemo, stava sempre col naso in un libro, che non c'avevamo i soldi
per un
cazzo e lui si comprava i libri, capito. Tuttimodi lui stava sempre
a farle
i complimenti ma fidati, era uno sgorbio.
Anche adesso e' abbastanza brutta, c'ha sempre quel naso appuntito e
il
mento che sembra rientrato dentro. Ma insomma, col trucco e i
capelli e
tutto il resto un po' e' migliorata, e ha trovato pure chi se l'e'
presa,
figurati.
Un cretino, si'. Uno di quelli che vende le case e ti presenta lo
sgabuzzino
di casa come se fosse il suo piu' caro amico, cristo, uno che dice
"delizioso" ti rendi conto? Una checca con la cravatta, dai.
Tuttimodi questo se l'e' presa e veramente non lo so cosa ci abbia
trovato
perche' soldi nemmeno a pensarci, che se ce l'aveva l'avrei saputo,
e poi
niente, e' brutta come un sorcio, te l'ho detto. Non parla, guarda
sempre
per terra, c'ha le tette svuotate, manco fosse una vecchia. Merda
questa
cosa m'ha sempre fatto incazzare, ora che ci penso. Era cosi' pure
da
piccola, ma s'e' mai sentita una cosa del genere? C'aveva quella
enorme
camicia da notte, forse era di nonna, cazzo ne so, comunque era
gigantesca,come un lenzuolo di flanella che la avvolgeva tutta un
paio di volte, e io che cercavo le tette in questo mare di stoffa
calda e mica sempre riuscivo a trovarle, che ci credi o no, e mi
incazzavo.
Lei poi non e' che aiutava, figurati, ferma come un baccala' come
suo
solito, gobbetta, ogni tanto me la perdevo in mezzo a tutta quella
cazzo di
camicia e le lenzuola, e mi incazzavo ma mi veniva pure da ridere,
alla
fine. Ridevo come uno scemo e lei una volta m'ha pure chiesto se
ridevo di
lei. Certo che ridevo di lei, che cazzo di domanda, cosa pensa che
rido da
solo nella notte come uno scemo?
Per farla breve, comunque, quel cornuto qualcosa c'ha trovato, e se
l'e'
sposata e c'hanno pure due marmocchi. Una assomiglia para para a lei
quando era cosi', brutta e magra. Il piccoletto non e' male, invece,
ha l'aria
sveglia, avra' preso da me.
Va beh, ora hai capito che non era 'sta gran bellezza, mia sorella,
ma a me
mi fregava una sega che fosse brutta, chi l'ha mai guardata. A me mi
interessava solo che venisse su quando la chiamavo, lenta lenta per
quella
scaletta di ferro che ti segava i piedi, e mi prendesse il cazzo in
mano.
Che poi, scordati le seghe da film, che vanno avanti le ore. A me
bastava un minuto che venivo a fiume, ma mica perche' era mia
sorella, che mi fregava cazzi chi era. Lo so che c'e' gente che
sbroda solo a leggere, capito, a leggere di uno che si fa la
sorella, ma io me ne fottevo che era lei, a me
piaceva che qualcuno me lo toccasse. C'avevo voglia e lei era li', a
portata di mano, te l'ho detto.
A quell'eta' lo sai com'e', ti sarai fatto pure tu le tue belle
seghe no?
beh io ero arrapato dalla mattina alla sera e ci mancava poco che
venivo
mentre si arrampicava su, perche' niente, mi piaceva sentire sul
pisello una
mano che non era la mia, ecco.
Poi senti questa, c'e' stato un periodo che la notte ha portato quel
coso
per non mangiarsi la lingua, o i denti, cazzo ne so. Una specie di
morso da
cavallo, capito. Dio, mi faceva andare fuori di testa vederla con
quell'affare in bocca. Lei si vergognava, come al solito, si
vergognava di
tutto, 'fanculo. Mi chiedeva sempre di poterlo lasciare giu', ma io
manco
gli rispondevo, a quella scimunita. Tanto lo sapeva che se mi
mettevo in
testa una cosa era quella. Io volevo vederla proprio con quel ferro
che le
usciva dalla bocca e le girava intorno al collo, mi piaceva
allungare la
mano e toccarglielo, aggrapparmici tipo.
Sempre avuta la passione per i cavalli, io. Sono delle gran belle
bestie,
amico, mi piace scommetterci su qualcosina, quando ce l'ho, e ogni
tanto ci
tiro fuori qualche soldo, come no. Poi certo ogni tanto si vince
ogni tanto
si perde, e' la vita, e infatti l'altro giorno uno di quei figli di
puttana
si e' spezzato una gamba all'ultima curva e si e' fottuto i miei
soldi. Che
poi erano pure gli ultimi e ora mi tocca chiedere a mia madre.
Tranquillo, la vecchia li ha, eccome, e me li da senza fare troppe
storie,
me li ha sempre dati. C'ha sempre qualche amico che la mantiene, che
la
porta al ristorante, cose cosi', e lei si tiene su bene, sai? Sembra
quasi
piu' giovane di mia sorella, ti ho detto tutto. Si e' sempre goduta
la vita,
mamma. C'aveva una stanza di sopra dove un giorno ha buttato via
tutta la roba del nonno e c'ha messo un lettino da ospedale che gli
aveva procurato un'amica sua infermiera. E li' ci faceva i massaggi.
Si, aveva fatto un corso, una di quelle stronzate che trovi sui
giornali,
una truffa bella e buona, ma lei si vantava tutta di aver studiato,
di
essere una professionista e cosi' le vicine di case, certe grassone
che mi
facevano venire il vomito, venivano da noi e si facevano ungere che
sembravano maiali da fare allo spiedo; ma perche' ti stavo
raccontando
questo schifo? Ah si, per dire che a un certo punto hanno cominciato
a
venire pure gli uomini a farsi fare i massaggi, capito?
Mio padre tanto stava sempre chiuso in salone e non ci badava
nemmeno, lei faceva tutto da sola e gli lanciava urli delle scale:
caro, e' arrivato il
mio cliente, caro, noi andiamo di sopra, caro, saluta il cliente, e
cosi'
dai, si faceva delle belle scopate. Io me lo menavo fuori alla porta
e mi
pare che le piaceva proprio un bel po' e ci prendeva pure i soldi,
di sicuro
molti di piu' di quelli che le dava mio padre per la spesa, se mi
capisci.
Va beh insomma, mia sorella, morso o non morso la bocca non ce
l'aveva mica male. Era l'unica cosa che si salvava, e vassapere come
mai non mi e' mai venuta voglia di farmelo succhiare. Non ci voleva
mica tanto. Quella faceva tutto quello che le chiedevo, proprio
tutto, non lo so perche'. Mica l'ho mai menata, io. No no, mai
toccata, a parte che era cosi' magra che mi
sarebbero rimasti i pezzi in mano, ti dico che una volta mamma le ha
dato
uno scapaccione e ha zoppicato per un mese. Poi non c'era bisogno,
non ha
mai detto di no a niente, beh, nemmeno di si, certo, ma che c'entra.
Tuttimodi la bocca ce l'aveva grossa, pareva che gliel'avessero
appiccicata
li' fra il mento e il naso da befana. Pareva che non fosse manco
sua. E in
tutti quegli anni non mi e' mai venuto in mente di farmi fare un
pompino,
che roba strana. Che stronzo.
Ovvio che poi quando le ragazze del giro hanno cominciato a
succhiarmelo mi e' venuta voglia di metterglielo li' pure a lei.
Solo che a quel punto non
dormiva piu' con noi, la stronzetta, stava dalla sorella di mio
padre. Io
non ho mai capito perche' se ne e' andata, giuro, che i miei erano
due
coglioni ma non ci hanno mica mai picchiato, per dire, anzi si
facevano
grandemente i cazzi loro. Ma comunque un giorno quella scimunita ha
cominciato a piangere e a chiedere di andare da questa parente e non
ha piu' smesso finche' mia madre non s'e' fatta venire una crisi
isterica e
piangevano tutte e due che sembrava un mattatoio. Alla fine mio
padre ha
alzato il culo dalla stracazzo di poltrona e ha detto cos'era tutto
quel
chiasso e che basta non ne poteva piu' e che Pedra sarebbe andata a
stare
dalla zia.
E cosi'.
E poi io mi sono fatto la mia vita, lo sai come vanno queste cose,
sono
andato via pure io qualche anno dopo che ormai facevo qualche
lavoretto per conto mio e lei l'ho vista solo a Natale per un sacco
di anni, in pratica,
finche' non s'e' sposata con l'imbecille.
Ora la vedo piu' spesso invece, ogni tre o quattro mesi mi invitano
a pranzo
la domenica. Mi metto tutto in ghingheri, mica come mi vedi adesso
no no, mi sono comprato pure una giacca nuova apposta, figurati. Gli
compro anche i pasticcini e faccio tutto il gentile perche' secondo
me quello c'ha i soldi e un giorno o l'altro devo chiedergliene un
po' per una faccenda che ho in mente. Poi mi sa proprio che gli sto
simpatico, mi sa che e' lui che insiste per invitarmi, perche' a lei
figurati, non gli frega di un cazzo, solo dei
bamboccini.
Devi vedere che sorrisi che mi fa quel cretino quando arrivo, e le
pacche
sulle spalle, e i complimenti, e accomodati qui, e prendi un whisky,
e poi
fa un sacco di domande, che cazzo di testa di cazzo che e', vuole
sapere
tutto ma io non c'ho niente di nuovo da dirgli cosi' invento, gli
racconto
un sacco di palle e quello se le beve tutte.
E fa l'amicone, capito, mi tocca, mi vuole dare il cinque che io non
ho mai
dato a nessuno in vita mia ma forse lui pensa che io lo do' tutti i
giorni,
cosi' e' li' ogni momento a dirmi "dammi il cinque, fratello". Che
poi
fratello lo dicono i negri, mica io, ma insomma, ecco, apprezzo lo
sforzo
che fa, diciamo cosi'. E poi, ti ho detto, me lo tengo buono per
quella
faccenda dei soldi, che un giorno mi sara' utile, me lo sento, e mi
tengo le
pacche sulle spalle e i "cinque" del cazzo che ci manca poco che mi
chieda
di incularmelo, frocio di merda.
Ah, i marmocchi vanno pazzi per me, ci credi? Pure quella stronzetta
della
piccola viene li' e mi fa vedere i disegni che ha fatto, degli
sgorbi
orribili, chiaro, degli scarafaggi che lei chiama mamma e papa' ma
io gli
dico che sono belli, certo, sono mica cretino. Il maschio invece
parla poco,
si siede li' e mi guarda, e ride nei punti giusti quando dico
qualche
stronzata. Lui e il padre ridono tutti e due, ma il padre si vede
che non ha
capito un cazzo, che ride solo per farmi capire che lui certe cose
le
capisce, invece il bimbetto ride perche' lo faccio ridere, si
diverte
proprio.
Poi ci vado anche per un altro motivo, onesto, dai. E' che la
sorella mi
attizza sempre, c'e' un cazzo da fare.
Cioe' di donne me ne sono fatte un bel po', non ti credere, e la
maggior
parte erano delle belle tope. Tope di classe, pure, che magari per
mezza
serata mi guardavano schifate da dietro il loro cazzo di long drink.
Ma
l'altra mezza serata, perdio, gliel'ho fatto riuscire da dove era
entrato,
il long drink, a furia di pompargli il culo. Oh, le donne sono
davvero tutte
troie, non e' mica un modo di dire. Ok, lo so che ti sembra la
classica
frase detta dal solito sfigato di turno ma guarda che io c'ho
pensato
parecchio e poi ne ho conosciute tante ed e' il cazzo vero. E ti
diro' anche
questo, che piu' fanno le stronze prima e non te la vogliono dare, e
piu'
urlano. E godono, amico, godono come maiale.
Manco io ci credevo all'inizio, non mi sembrava mica possibile che
quelle
cavalle di razza volevano sporcarsi la fica con me. Ma poi ho
capito, basta
guardare i mariti. Sono tutti dei coglioni in giacca e cravatta che
fanno
battute del cazzo con i colleghi del club e mi ci gioco le palle che
scopano
in un solo modo e ci mettono tre minuti in tutto. Che a quelle gli
piace di
essere prese da dietro, mica da davanti come nei film, no, da dietro
come
gli animali, e gli piace soprattutto se gli fai il culo. Si' si', il
culo.
Fidati.
Tuttimodi c'e' un cazzo da fare, quando vedo quel mostriciattolo di
mia
sorella, mi viene di pietra. Non lo so perche'.
L'altro giorno sono andato a pranzo da loro, a tavola abbiamo
parlato un po'di tutto, pure di politica, che io quando mi ci metto
sembro proprio un
omino a posto. Poi lei e' andata a prendere qualcosa di la' in
cucina con la
testa un po' china, con quei passetti da vecchietta che cristo, mi
e' venuto
in mente di quando andava in bagno e si lavava la mia roba.
Poi tornava indietro e quando sentivo il letto scricchiolare mi
affacciavo
di sotto e la guardavo nel buio che trafficava sotto le lenzuola.
Trafficava, non lo so che faceva. Dopo un po' cacciava fuori una
specie di
miagolio, uno solo, e quello era un po' come un segnale, mi spiego,
come la fine dei giochi, ok, tutti a casa e allora mi giravo e
dormivo.
Va beh, insomma, in un modo o nell'altro mi era venuto duro, l'altro
giorno,
ma duro come se avessi una stanga di acciaio fra le cosce cazzo, che
era un secolo che non me lo sentivo cosi'.
L'ho seguita con la storia di aiutarla eccetera, e gli sono arrivato
contro
e gliel'ho appoggiato dietro, e lei si e' irrigidita tutta ma mica
ha smesso
di fare le porzioni di pure', macche'. Era li' che continuava a
muovere il
braccio e il resto era rigido come uno stoccafisso e tremava quasi,
si si,
tremava, ma a me piaceva questa cosa che faceva finta di niente e mi
ci
strusciavo contro. E lei andava avanti, e faceva dei mucchi enormi
di pure',
credimi delle montagnette che ci si potevano rifare le torri
gemelle, per
quanto erano alte, cazzo.
Quando mi sono slacciato i pantaloni e me lo sono preso in mano non
sapevo manco io cosa ci avrei fatto, col cazzo. Mi andava solo di
slacciarmi i
pantaloni e prenderlo in mano, se mi capisci, perche' era duro da
far
spavento e mi scoppiava nelle mutande. Ma lei e' corsa verso la
porta e ci
si e' appoggiata contro per non farla aprire poi mi ha guardato, ma
fisso
eh?
Non lo so che cazzo voleva dire, ma mi sono avvicinato con i
pantaloni sotto
il culo e le ho detto "giu'" e lei e' scesa, capito? Lenta lenta si
e'
accucciata per terra, con le mani dietro la schiena che tenevano la
porta
chiusa, e se l'e' preso in bocca tutto.
E li' ho pensato che ero stato proprio uno stronzo a non averlo mai
fatto
prima, cazzo. La bocca di quella ritardata di mia sorella e' una
meraviglia.
Cioe' mi stava perfetta come un guanto, mi stringeva in un modo che
non lo so, pareva avere delle dita dentro, e ognuna andava per conto
suo, capito, come un massaggio al cazzo.
Beh per farla breve mi sentivo la sborra risalire su dalle palle
come il
caffe', sai nella moka? ancora un attimo e sarei venuto ma
ovviamente quella
testina di cazzo della marmocchia ha cominciato a spingere la porta
e poi a
piangere mamma, mamma mi apri, voglio entrare, voglio entrare...
Lei si e' alzata subito, figurati. A me invece sta cosa mi ha
attizzato
abbestia e mi e' presa una voglia assurda di metterglielo dentro, di
scoparla proprio li', contro la porta, con la marmocchia che
piangeva e
urlava mamma mamma dall'altra parte e il marito che chiedeva il
pure'. E
guarda che io non me la sono mai fatta, mia sorella, mai, la prima
volta che mi e' venuta davvero voglia e' stata quella sera li'.
Insomma l'ho presa per un braccio per girarla, perche' io se mi
metto in testa una cosa e' quella, ma cazzo! quella mi ha mollato
un'occhiata che quasi mi cagavo sotto.
Mi ha detto "rivestiti" con un sibilo che non sapevo manco che
potesse
tirarlo fuori, e io mi sono rimesso dentro tutto senza discutere
perche' mi
aveva fatto paura, te lo giuro amico, paura, come se fosse una
dell'altro
mondo, un'indemoniata, che cazzo ne so. Ma quel cazzo di sibilo non
era mica tanto umano e gli occhi nemmeno, e insomma tempo due
secondi ero di nuovo presentabile e lei e' andata di la' inventando
una scusa, eccetera.
Poi abbiamo finito di mangiare e quel cretino del marito si e' messo
a
spostare il divano e il tavolino come un invasato, e voleva a tutti
i costi
farmi vedere il suo nuovo gioco. Era una stronzata che tieni in mano
e
giochi a tennis contro il computer come se avessi la racchetta, ma
dico io
si puo' essere piu' stronzi? Mi faceva quasi pena, ti giuro, vedere
il
Grande Agente Immobiliare che sudava e rideva davanti alla
televisione e mi guardava e io gli facevo grandi sorrisi, capito, e
annuivo pure. Quello
voleva qualcuno che gli dicesse quanto era figa quella cosa e io
glielo
dicevo, chiaro, e sgranavo gli occhi e fingevo di cadere dalle
nuvole che mi
dovrebbero dare un oscar.
Alla fine me ne sono andato con in tasca il disegno di uno
scarafaggio
schifoso e la marmocchia ci ha scritto sotto "zio Teo" capito,
quello sarei
io, secondo lei. Va beh.
E pure i pasticcini me li sono riportati indietro quasi tutti, alla
fine,
perche' si vedeva che gli facevano abbastanza schifo invece non
erano mica
cosi' male. No, non erano per niente male e poi con quello che li ho
pagati,
col cazzo che li buttavo.
Tuttimodi siamo rimasti che vado ancora domenica prossima, a pranzo,
me lo ha chiesto Pedra. Ma stavolta porto del vino, tipo.
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